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21 apr 2018

Da santuario a parcheggio: piano per demolire ambientazione di anime dello studio Ghibli

Il santuario Kinchō 金長神社 nella città di Komatsushima 小松島, prefettura di Tokushima 徳島, è uno dei luoghi scelti come ambientazione per il film dello studio Ghibli Pom Poko 平成狸合戰ぽんぽこ (Heisei tanuki gassen Ponpoko), scritto e diretto dal maestro recentemente scomparso Isao Takahata 高畑勲
Visitato da miriadi di fan di anime, luogo sacro dove viene venerato il tanuki 狸, forse lo yōkai 妖怪 (essere sovrannaturale del folclore) più amato del Giappone, secondo i dettami di un recente piano di sviluppo urbano della zona dovrà essere demolito e rimpiazzato da uno squallidissimo parcheggio. 

Ingresso del piccolo santuario di Kincho (Wikipedia)
Il santuario fu eretto nel 1957 utilizzando i proventi delle donazioni fatte dal presidente di uno studio cinematografico, che aveva avuto un ottimo successo con la pellicola intitolata “La battaglia di Awa Tanuki” 阿波狸合戦, basata sulle leggende di Tokushima. Da allora è divenuto una delle attrazioni turistiche della prefettura. 

Sfortunatamente, per quanto i luoghi comuni sul Giappone che pervadono i media occidentali male informati insistano sul perfetto connubio tra moderno e tradizionale, natura e tecnologia, la realtà dei fatti, come dimostrato da questo episodio, è ben diversa. Anche qui, come nel resto del mondo, la macchina delle amministrazioni locali si cura relativamente poco del patrimonio culturale, avendo più a cuore l’accesso ai finanziamenti pubblici stanziati dal governo centrale e il loro costante utilizzo fino all’ultimo yen (strategia fondamentale per garantirne il flusso ininterrotto anno dopo anno). Appare evidente che per i burocrati di turno il vile denaro vale bene il sacrificio di qualche ettaro di splendidi ciliegi, un santuario in onore di un pilastro delle credenze popolari secolari quale è il tanuki

Visuale area dell'area del santuario Kincho da trasformare in parcheggio (Wikipedia)
Ma il tutto è fatto per garantire la massima sicurezza della comunità locale, dal momento che il piano urbanistico sancisce l’impellente necessità di uno spiazzo in cemento e asfalto, leggasi parcheggio, come unico modo per offrire una possibilità di salvezza ai cittadini in caso di disastro naturale. Le autorità hanno tranquillizzato le masse aggiungendo che nulla sarà perduto per sempre. Infatti sono già state presentate proposte per l’edificazione di una statua commemorativa da mettere in bella mostra tra le macchine in sosta. 

Fortunatamente questa scellerata conversione non sembrerebbe automaticamente realizzabile, essendo parte del terreno in gestione di un privato. Mentre il comune insiste con le sue intenzioni, si sono venuti a formare dei comitati di cittadini, oltre a gruppi di fan di anime, che hanno dato il via ad una petizione online per salvaguardare il santuario. Qui potete trovare i contatti per l'iniziativa Kinchō Strategy.
Ancora una volta la realtà dei fatti ha superato la fantasia cinematografica, rendendo il destino del santuario Kincho potenzialmente molto simile a quello drammatico dei luoghi ritratti in Pom Poko.

Fotogramma di Pom Poko che ritrae fedelmente il santuario di Kincho (Studio Ghibli)
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